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Il carro della tarantella al
Carnevale delle culture

12 Giugno 2011

"Balla sul vulcano"

Quando intorno a noi si fa viva la minaccia del declino, non ci resta altro che ballare e ballare… non per dimenticare, ma piuttosto per riscoprire una nuova dimensione umana.

Il ballo unisce le generazioni e le differenti culture.
La tarantella è principalmente una danza liberatoria. Libera del morso "velenoso" della tarantola, ma libera principalmente dalle costrizioni imposte dalla società.
La comunità dei danzatori è l'elemento terapeutico principale: Il singolo può lasciarsi andare, perché è sicuro di essere accolto e protetto all'interno del gruppo.

In confronto ad altri balli, nella tarantella convivono gestualità e movimenti arcaici con uno spirito del tutto moderno. In molte danze popolari le coreografie sono spesso esclusivamente di gruppo , mentre nella tarantella al singolo danzatore è riservata una propria autonomia.
Infatti egli si muove spesso all'interno di un proprio cerchio e l'incontro con gli altri danzatori avviene proprio nel rispetto di questa autonomia. Il gruppo è dato dall'incontro di singole unità assestanti secondo regole comunitarie spesso anche molto rigide.

..Nella rappresentazione del tema facciamo esplicito riferimento ai motivi ed alle figure danzanti o alle situazioni festive, che si possono osservare negli affreschi della Pompei antica. L'arcaica ricchezza di colori ci riporta alle lontane radici del ballo delle tarantelle, mentre i corpi coperti di cenere rammentano l'incombente catastrofe, che come un'ombra grigia e scura pesa sulle nostre teste.. Ogni danzatore investe un ruolo differente, così che all'osservatore il gruppo appare quale spaccato di un'eterogenea comunità di un paese minacciato. Una comunità minacciata questa però che in barba a ogni pericolo ed ad ogni emergenza non ha perso o non vuole perdere la voglia di vivere e di godersi la vita. .

©Francesco Campitelli www.tarantola.de